La necessità di un approccio
interdisciplinare per affrontare tematiche complesse, alla base di
programmazioni, studi di fattibilità, progettazioni, sicurezza in
fase realizzativa e della gestione ha portato a definire metodi e
strumenti tali da analizzare in modo scientifico tutti gli aspetti
per riportarli all’unità e coordinarli progettualmente.
Da qui l’interesse sempre maggiore nei
riguardi dell’analisi del valore, metodo e tecnica operativa per
verificare e valutare con l’analisi funzionale qualsiasi entità:
idea, progetto, prodotto, compresa la sicurezza.

Figura A.1 –
Valutazione dei progetti mediante AV.
Le prime applicazioni di analisi del
valore furono concepite dagli statunitensi, durante la seconda
guerra mondiale, dal momento in cui non fu più possibile utilizzare
materiali essenziali e si cercarono nuove soluzioni.
Nell’accezione di Miles (che ideò l’AV
nel 1943), il valore è un concetto legato all’utilità che è
attribuita alla funzione esaminata in rapporto al costo totale,
all’interno delle risorse disponibili per la produzione e la
gestione nel ciclo di vita ipotizzato.
Miles intuì che ragionando in termini
funzionali è possibile trovare soluzioni alternative rispetto a
quelle adottate in precedenza: sostituì alcuni materiali esauriti,
con altri, ottenendo la stessa risposta funzionale, abbassandone i
costi.
Tale metodo fu quindi utilizzato dal
Pentagono per scopi militari e, dal 1950, il SAVE (associazione
dell’analisi del valore statunitense) porta avanti iniziative di
gran rilevanza, organizzando riunioni a livello mondiale.
L’Analisi del Valore si è sviluppata
in Italia già dalla seconda metà degli anni ’60 (nel settore
industriale), prima dell’introduzione delle norme europee sulla
garanzia della qualità.
All’inizio fu considerato come uno
strumento per coadiuvare la committenza/utenza nella messa a punto
dei requisiti o come “collaudo in itinere del progetto” dagli
elaborati preliminari, fino allo sviluppo delle funzioni più
complesse, avvalendosi, tra l’altro, d’altri metodi come la teoria
dei giochi (gaming simulation).
Il punto di partenza comune è che si
tratta di procedure che consentono d’essere applicate a qualsiasi
problema, che richiedono l’apporto d’esperti di varie discipline e
del non esperto – il provocatore – con un’attività
interdisciplinare, perché richiede la presenza simultanea di tutti
gli attori: si tratta di simulare un approccio comportamentale teso
al raggiungimento di predeterminati obiettivi, tramite la
definizione di funzioni e la loro valutazione. Su quest’ultimo
aspetto l’analisi del valore ha qualcosa in più da dire rispetto
alla teoria dei giochi, poiché, grazie all’intuizione del suo
inventore ed ai successivi sviluppi sul piano metodologico, questo
strumento consente di stimare un indice di valore per ogni funzione
e d’esprimere un indice di valore su soluzioni alternative rispetto
a quella presa in esame.

Figura A.2 –
Processo delle costruzioni civili.
Può accadere che, in presenza
d’elaborati progettuali preliminari redatti da un gruppo di
progettazione, il gruppo degli analisti del valore dimostri che una
soluzione alternativa da loro prospettata sia altrettanto valida
sotto l’aspetto funzionale, se non addirittura superiore a quella
proposta dai progettisti, fatti salvi gli aspetti estetico-formali.
Gli stessi progettisti, sottoponendosi a verifiche in
itinere, rischiano meno sul piano della qualità del progetto
finale e della completezza degli elaborati che devono essere sempre
più rispondenti a problemi di manutenibilità, durabilità,
operatività e sicurezza in cantiere e durante la fase della
gestione.
Nella norma UNI EN 1325-1 dal titolo:
“Vocabolario della gestione del valore e dell’analisi funzionale”,
sono state definite le definizioni relative all’analisi del
valore (Value Analysis – VA) e dell’analisi funzionale (Function
Analysis – FA).
La norma UNI EN ISO 8402 : 95 abbina
il concetto di qualità al soddisfacimento delle esigenze espresse ed
implicite dell’utilizzatore finale.
Uno degli aspetti che caratterizza
l’approccio AV dagli altri metodi di supporto per le decisioni,
consiste nel rigore dell’attività interdisciplinare e nella misura
che si riesce a conferire con il coefficiente di valore, rapporto
tra l’utilità delle funzioni ed i costi complessivi degli elementi.
La differenza tra qualità e valore è
evidenziata dal fatto che quest’ultimo la rispondenza alle esigenze
è collegata all’utilità ed ai costi.
Altra caratteristica peculiare, di chi
opera in termini di valore, consiste nella rigorosa tecnica che è
adottata da un gruppo che opera collettivamente con l’AV,
nell’intento di dare una risposta misurata alla necessità d’avere
chiari e ben determinati elementi di paragone finalizzati al
compimento delle scelte.
Il metodo dell’analisi del valore si
articola in cinque fasi:
1.
fase informativa;
2.
fase creativa;
3.
fase analitico-selettiva;
4.
fase di sviluppo delle
proposte selezionate;
5.
fase di presentazione
delle soluzioni.
Nella fase informativa, note
le esigenze dei fruitori o degli utenti, si possono raccogliere le
informazioni desumibili dal Dpp e visionare gli elaborati
preliminari del progetto per evidenziare gli ambiti funzionali
significativi – AFS – quelli di maggior incidenza funzionale –AMIF –
e, all’interno di questi, le funzioni primarie da assoggettare a
giudizio di valore.
Nella fase creativa si
suggeriscono le soluzioni alternative che, nella fase successiva, (analitico-selettiva)
si confrontano con quell’esaminata, sotto tutti i punti di vista,
costo compreso: dalle funzioni primarie si determinano i
coefficienti o gli indici di valore.
Nella fase di sviluppo delle
soluzioni proposte si evidenziano le caratteristiche delle
proposte selezionate ed infine, nella quinta fase (presentazione),
si presentano alla committenza i vantaggi derivanti dalla scelta
fatta, sempre come risposta ai requisiti prefissati ed alle
condizioni economico-gestionali stabilite in base alle risorse
disponibili.
L’analisi del valore, proprio per
definizione, riporta ogni aspetto dei problemi complessi affrontati
dai cultori delle varie discipline ad un linguaggio comune, apre gli
apporti di collaboratori non esperti e, attraverso l’opera del
coordinatore, consente di portare a sintesi tutti gli apporti
tecnici ed umanistici con risultati di maggior rilievo rispetto a
quelli che potrebbero essere ottenuti con apporti separati.
L’analisi di gruppo porta con sé un
inevitabile margine di soggettività: nasce l’esigenza di adottare
strumenti in grado di consentire valutazioni che possono essere
ricondotte alla misura di parametri che non possono essere
completamente ricondotti sul piano dell’oggettività.
Per avere un parametro di riferimento
certo, si valuta un coefficiente od un indice di valore.
Tale concetto assume grand’attualità
alla luce della riforma dei lavori pubblici resa concreto dalla
109/94 (con modifiche ed integrazioni) nel regolamento generale e
nel capitolato generale delle opere pubbliche.
E’ stata, infatti, introdotta
nell’art. 15 (anche se in forma facoltativa) del regolamento
d’attuazione della legge quadro e nell’art. 11 del capitolato
generale d’appalto dei lavori pubblici.
Mediante AV si riesce a misurare, con
termini precisi, più soluzioni alternative, prodotte nella fase
della creatività dal gruppo AV, insieme d’esperti e non, chiamato
dal responsabile del procedimento per supportarlo alle sue
decisioni.
A chi sostiene che AV intende
riportare considerazioni di natura sociale ed estetico-formale in
termini economici, si può rispondere che essa si basa su un
approccio funzionale rispettoso delle caratteristiche estetico
formali e degli aspetti sociali, potendosi rilevare che possono
entrare in gioco opere d’inestimabile valore con parti da assumere
come invarianti: vi sono studi che ricercano le condizioni per
attribuire un indice di valore anche a questi aspetti, consentendo
all’immobile dei ritorni economico-gestionali.
L’importanza dell’AV per un’impresa è
dimostrata dalla competitività che riesce a raggiungere grazie alla
qualità dei processi (organizzazione, produzione e gestione) ed alla
capacità di soddisfare i bisogni dell’utente, oltre a rispettare le
esigenze del committente/imprenditore. Si passa poi a selezionare le
proposte ed a presentare quella più vantaggiosa.
Il ricorso al computer, ai sistemi
informativi ed a schede con parole chiave consente di codificare le
risposte, d’evidenziare le cause d’eventuali disfunzioni e di
suggerire i rimedi.
Volendo abbinare alla capacità la
qualità, è obbligatorio partire dalle funzioni e riguardare
all’edilizia come ad un processo cui tutti gli operatori debbano
sentirsi attori con ben determinate responsabilità ed avere ruoli
precisi e garanzie di poter operare in sicurezza.